{"id":2867,"date":"2014-11-03T16:32:28","date_gmt":"2014-11-03T15:32:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolobeccari.com\/italiano\/?p=2867"},"modified":"2018-05-16T18:37:36","modified_gmt":"2018-05-16T17:37:36","slug":"paolo-beccari-all-about-italy-deutschland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paolobeccari.com\/italiano\/2014\/11\/03\/paolo-beccari-all-about-italy-deutschland\/","title":{"rendered":"Paolo Beccari su &#8220;All About Italy Deutschland&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.youblisher.com\/p\/1003053-All-About-Italy-DE-6-2014\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2200 size-medium\" title=\"Rivista All About Italy Deutschland - Novembre 2014\" src=\"https:\/\/www.paolobeccari.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Schermata-2014-11-03-alle-12.52.25-214x300.png\" alt=\"All About Italy Copertina del numero di Novembre 2014 della rivista All About Italy Deutschland. nov.2014\" width=\"214\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<h4>Fotografo non inquadrabile,<\/h4>\n<p>cos\u00ec mi definisce Paolo Maccioni nella sua intervista realizzata per All About Italy Deutshland.<\/p>\n<p>La rivista, tutta dedicata all&#8217;eccellenza italiana nel mondo, si occupa di prodotti, lifestyle e arte italiana e nel numero appena uscito mi dedica 6 pagine con un ampio spazio per le mie fotografie.<\/p>\n<p>Con Paolo abbiamo parlato di miniere, Paesaggio, Holistic Vision e del mio approccio con il lavoro del fotografo. L&#8217;intervista <a title=\"Paolo Beccari su All About Italy German Edition\" href=\"http:\/\/www.youblisher.com\/p\/1003053-All-About-Italy-DE-6-2014\/\">si pu\u00f2 leggere a questo link<\/a> in tedesco (pag.74 &#8211; 79), forse uscir\u00e0 anche in inglese su All About Italy USA, nel frattempo qui di seguito trovate la versione italiana.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Paolo Beccari<br \/>\nFotografo non inquadrabile<\/h3>\n<h4>Con la sua versatilit\u00e0, riesce a dare al quotidiano una nuova interpretazione grazie a tagli e punti di vista inconsueti, un approccio al territorio e al paesaggio del tutto particolare: \u201dCredo che questa percezione mi derivi in parte dall\u2019essere italiano.\u201d<\/h4>\n<p>Paolo Beccari sta bevendo una birra in un baretto sulla spiaggia di Cagliari, in un ventoso pomeriggio invernale. Sembra assorto, oppure sta osservando i particolari riflessi della luce sugli oggetti che lo circondano. Paolo ha 43 anni, veste in modo informale, comodo, ha uno sguardo profondo, le scarpe sporche di sabbia.<\/p>\n<p>La semplicit\u00e0 dello stile e la cordialit\u00e0 celano, ma allo stesso tempo rivelano, il percorso biografico, artistico e professionale di Paolo. Una vita di scelte inconsuete; si \u00e8 trasferito con la famiglia da Trieste a Cagliari alla ricerca di un&#8217;umanit\u00e0 diversa, non ha voluto isolarsi nella pura professione continuando a ricercare e sperimentare, a interrogarsi sui significati.<\/p>\n<p>&#8220;Possiamo capire molto di una societ\u00e0, della sua storia, se osserviamo quello che fa dell&#8217;ambiente che la circonda&#8221;, mi scrive Paolo Beccari, in una mail, pochi giorni prima del nostro incontro. Inizier\u00f2 da qui.<\/p>\n<h4>A proposito del rapporto tra Uomo e Ambiente, penso subito al tuo reportage sulle miniere di Sardegna: cosa significa per te indagare il Paesaggio?<\/h4>\n<p>Significa porsi di fronte a un territorio e ricercare in esso i segni del suo passato, le tracce del presente e provare a immaginare il suo futuro.<br \/>\nQuando lavoro su un territorio prima di tutto voglio farmi affascinare: limito al massimo le ricerche preventive, cerco di avere uno sguardo \u201cignorante\u201d in modo che sia il territorio stesso a raccontarmi per primo la sua storia. Immagino il passato osservando e fotografando il presente, cerco tracce nel rapporto tra Natura e Architettura. Poi inizio a documentarmi, ad approfondire ma quelle mie prime impressioni restano fissate nella memoria e sono la base della mia ricerca: voglio scoprire il ruolo delle mie immagini non attribuirgli un significato a priori.<\/p>\n<p><strong>Hai parlato anche di immaginare il futuro di un territorio: pensi che la fotografia possa avere un ruolo sociale per condizionare lo sviluppo di un luogo?<\/strong><\/p>\n<p>Il ruolo pu\u00f2 essere quello di alimentare la coscienza del presente, mettere in rilievo i valori e le contraddizioni di un territorio e farne uno stimolo per immaginare il futuro. Credo che questo processo possa servire a chi progetta il cambiamento ma soprattutto a chi conosce e vive i luoghi: se il futuro non riesci a immaginarlo diverso, come puoi cambiarlo? Penso che in questo momento tutta l&#8217;Italia abbia un grande bisogno di comprendere i suoi valori, le sue eccellenze per poter progettare un nuovo futuro.<\/p>\n<h4>Per\u00f2 il tuo sguardo si posa anche all&#8217;estero: New York, le \u201cHolistic Visions\u201d, l&#8217;intento \u00e8 lo stesso?<\/h4>\n<p>A New York sto usando un approccio simile ma il paesaggio di una grande metropoli ha rapporti di forza molto diversi dove la natura \u00e8 addomesticata e ha scarsi spazi di ribellione. Le relazioni, le contraddizioni sono quasi tutte interne all\u2019uomo nel dualismo tra progettare\/costruire e vivere\/usare il paesaggio. Per questo, per prima cosa ho voluto confrontarmi con la percezione stereotipata di una metropoli tutta scintillante e dinamica. Ho voluto indagare sulle relazioni tra architettura e uomo ma anche sulle relazioni tra i diversi elementi architettonici e sulle tracce della Natura.<\/p>\n<p>In questo lavoro \u00e8 importante la presenza del ritratto di strada ma ho usato anche i miei fotomontaggi speculari che chiamo Holistic Visions: sono al contempo uno strumento di indagine sull&#8217;architettura e una provocazione.<\/p>\n<h4>Perch\u00e9 componi immagini speculandole e come ti \u00e8 venuta l&#8217;idea?<\/h4>\n<p>La prima immagine speculata l&#8217;ho composta assieme ai miei figli. Stavo spiegando loro per quale motivo avevo portato al nero la parte alta di un&#8217;immagine scattata dentro una stazione della Metro di Milano. Per mostrargli meglio che la volta della galleria si trasformava in un cielo notturno ho duplicato e speculato l&#8217;immagine: improvvisamente per loro \u00e8 stato chiaro; hanno &#8220;visto&#8221; il cielo che prima appena intuivano.<\/p>\n<p>Le Holistic Visions creano illusioni prospettiche e pattern che mettono in risalto i rapporti tra gli elementi architettonici e infine creano falsi volumi usando volumi reali. Questa provocazione costringe lo sguardo a capire, decodificare gli elementi per svelare il trucco, il che porta a vedere i dettagli, scoprire le reali interazioni degli elementi.<\/p>\n<h4>OK, ma perch\u00e9 le chiami Holistic Visions?<\/h4>\n<p>Osservare il reale dal punto di vista olistico significa cercare di ottenere una visione d\u2019insieme dei fenomeni e delle interazioni. La posizione olistica si basa sul concetto che un organismo complesso ha prestazioni diverse e superiori rispetto alla somma degli elementi che lo compongono.<\/p>\n<p>Le Holistic Visions offrono diversi e maggiori spunti rispetto al singolo originale non speculato, compongono qualcosa di nuovo e infine mettono in luce i rapporti tra gli elementi esistenti, offrendo spunti per una visione pi\u00f9 completa del reale.<br \/>\nJan Smuth che ha coniato la parola ha definito l\u2019 \u201colismo\u201d come \u00ab&#8230;la tendenza, in natura, a formare interi che sono pi\u00f9 grandi della somma delle parti, attraverso l&#8217;evoluzione creativa\u00bb<\/p>\n<h4>Architettura, Paesaggio, Ritratto, Reportage, Holistic Visions\u2026 possiamo dire che queste discipline si fondono in un tuo concetto allargato di paesaggio?<\/h4>\n<p>Queste discipline si fondono in una percezione olistica del paesaggio, se vuoi, comunque vicina alla visione che ne ha l&#8217;architettura: un paesaggio vivo, abitato, solo in parte progettato e progettabile ma soprattutto in mutamento continuo e non sempre in miglioramento. Credo che questa percezione mi derivi in parte dall\u2019essere italiano. L&#8217;Italia \u00e8 un territorio molto vario e in certi casi molto\u00a0 maltrattato. \u00c8 il luogo dove convivono la massima densit\u00e0 di monumenti e siti archeologici, una biodiversit\u00e0 unica in Europa e una quantit\u00e0 di scempi ambientali e architettonici devastanti: credo che in Italia tutto sia \u201cpaesaggio\u201d e che questa sia una grandiosa sfida per il nostro futuro.<\/p>\n<h4>Parlando di futuro, hai nuovi progetti in cantiere? Nuovi luoghi da indagare?<\/h4>\n<p>Il disagio mentale e il paesaggio: in Sardegna ho conosciuto Alessandro Coni, uno psichiatra geniale che da 10 anni organizza escursioni in montagna con i suoi pazienti. Sar\u00f2 tra loro sui loro \u201cSentieri di libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Devo poi continuare la ricerca su New York, ma in generale i miei reportage mi porteranno in Oriente, dove il rapporto tra architettura e uomo \u00e8 di massima attualit\u00e0: penso a Hong Kong, Singapore, ma anche a luoghi molto meno noti dove le antiche relazioni tra paesaggio e umanit\u00e0 stanno mutando improvvisamente.<\/p>\n<p>Paolo Maccioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fotografo non inquadrabile, cos\u00ec mi definisce Paolo Maccioni nella sua intervista realizzata per All About Italy Deutshland. 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