Scambi

Raccontino di Resistenza Umana

Distante.
E freddo.
Tutto mi sembrava freddo e distante e non riuscivo a riconoscermi nelle  mie situazioni.
Monitorare per solo mezz’ora queste sensazioni nei gesti che compivo mi è bastato a capirne la causa.
Esco di casa, sul pianerottolo passa una persona: uomo circa cinquant’anni, 24ore in una mano, nell’altra un cellulare che porta all’orecchio mentre mi passa davanti: non saluta, neanche un cenno degli occhi. Non mi guarda: attende o finge di attendere che qualcuno (senz’altro più distante di me) risponda al suo appello.
Bancomat: digito un codice su una tastiera di metallo, rumori ottusi… neanche la soddisfazione di due pezzi da 10… 20 euro azzurri e freddi come il rumore secco dello sportello a ghigliottina che richiude la macchina.
Scambi ferroviari, scambi umani.Ho voglia di un caffè, caldo e cremoso per stracciare questa sensazione, ma al solito bar la solita banconiera non mi saluta quando entro: sensazione da autogrill con i camionisti della vita chiusi dentro ai loro giornali, mi sembra che nessuno legga: piuttosto rimuginano sulla poca strada che hanno da percorrere o forse su tutta quella che hanno già fatto: anziani camionisti della vita privati anche della sigaretta accompagnatoria: fuori qualcuno fuma, da solo in piedi: svilimento della sola parte bella di un vizio mortale.
Un caffè per cortesia.
Tazzina che cade sgraziatamente a sinistra del cucchiaino: altro rumore freddo: come fa un caffè a produrre un rumore simile?
Non pago: ho già pagato e porgo la tessera da 10caffè alla banconiera del mio autogrill. Continua a non guardarmi, non prende la tessera e non parla.
Attende.
Cosa attende?
Non lo capisco.
Non lo capisco ma mi stanco di tenere i miei 10caffè in mano e li appoggio sul vassoio degli spiccioli.
La mia cassiera ora si è animata: improvvisamente sembrava ansiosa di compiere il suo gesto: ha fucilato uno dei miei 10caffè con una macchinetta che fa clic.
Avvicino la mano per riprendere la mia tessera 9caffè ma… lei l’appoggia.
Al vassoio degli spiccioli.
Resto con la mano semiaperta e improvvisamente mi sento come un mendicante inginocchiato al bordo della cassa.
Mi riprendo, mi riprendo i miei 9caffè ed esco.
Nessun contatto.
Nessun dialogo.
Solo segnali unidirezionali, nessuno scambio.
Senza nessuno scambio la vita è un binario inutile. Metafora ferroviaria.
Ma quale perverso ingegnere potrebbe ideare una rete ferroviaria senza scambi?
E ora ho capito.
Erano gli scambi! I primi pezzi della Lima che mi hanno affascinato erano gli scambi, non i locomotori!
Ricordo come fosse ieri quando ho aperto la mia prima confezione di trenini e ho iniziato a costruirmi la ferrovia.